TRUDDO’
(Ragazzo Sardo)
(1° Premio al Concorso
Nazionale di Poesia
per Ragazzi “Otto e trenta” – Abano Terme
(PD) – 1972)
Io conosco il bimbo più strano del
mondo.
È Truddò.
La notte è l’ultimo a salutare le stelle,
la mattina è lì, sulla soglia di tufo,
a rubare l’alba alle rondini.
Abbraccia sempre un pane scavato
con dentro le ricchezze del povero.
Tutti i bimbi hanno gli occhi di cielo,
Truddò ha gli occhi neri.
I suoi piedi, schiacciati dai ciottoli,
conoscono già le amari stagioni.
Tutti i bimbi sognano delizie.
Truddò sogna pane, pane soltanto.
Io non l’ho mai visto piangere,
io non l’ho mai visto ridere.
Ogni giorno lo saluto,
gli accarezzo i capelli,
lo guardo negli occhi
e attendo il sorriso.
Truddò non ride,
mi fissa gelido
e vince il mio sguardo.
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