PASTORE

 

 

 

A pes de custu chercu

da’ sa piga ‘e su tempus forrojadu,

innanti meu, babbu s’est pasadu

e donnumannu…e giaju…

e bamas che a bois titti-siccas,

increbuccidas, lari-ispizoladas,

berveghes mias attambainadas!

 

Sutt’a cust’umbraghe

milli ficcas e berbos ch’apo fattu

isettende ch’altzerat su recattu

dae sende ancora in pitzinnia,

sa malaura mia pianghende

e frastimende

sa sorte isfidiada ‘e su teraccu!

 

Inoghe cantadu ch’at s’istria

attìttidos de morte…

e milli janas ispilustriadas

a una ‘oghe

che alipeddes tzegos tzirriende

los ana sas aeras semenadas

d’irroccos e mattennas!

 

Oh, barvegheddas…oh, malefadadas!

……………….

Altu, su sole aurtit sos disizos

de bundantes benales!

Dae chizos

s’ùltimu ‘uttiu colat de piantu

e, intantu,

s’upa,  che lambrida a ojos fora,

avantzat de sa mala Messadora!

PASTORE

 

 

 

Ai piedi di questa quercia

scavata dalla gazza del tempo

prima di me, mio padre ha riposato

e mio nonno….. e mio bisnonno...

e greggi come voi, dalla mammelle secche,

aggrinzite, dalla labbra screpolate,

o mie pecore stordite!

 

Sotto quest’ombra

mille fiche e scongiuri ho fatto

in attesa che crescesse l’erba

da quando ero ragazzino,

piangendo la mia malasorte

e bestemmiando

il destino crudele del servo pastore.

 

Qui la strige ha cantato

trinodie di morte…

e mille megere scarmigliate

all’unisono

gridando come ciechi pipistrelli

 hanno sparso dappertutto

bestemmie ed anatemi!

 

Oh, pecorelle….. oh, sfortunate!

……………

Alto, il sole, abortisce le speranze

di sorgenti ricche di acqua!

Dalle ciglia

scola l’ultima stilla di pianto

e, intanto,

avida, con gli occhi sbarrati,

avanza la Morte con la falce in mano!

                                                                                                                                                                 

     Addaesegus / Indietro     -     RUJU  LIDONE